L'Ecovillaggio Solare di Alcatraz. Case e appartamenti ecologici ad alta efficienza energetica nel cuore verde dell'Umbria

Italia – reportage culturale - ALCATRAZ

Kuwait News Agency

Nel giugno del 2013 un gruppo di giornalisti internazionali è venuto in visita alla Libera Università di Alcatraz, in Umbria. Di seguito la traduzione dell'articolo pubblicato dal giornlista Mahdi Al Nemr della Kuwait News Agency.
Traduzione a cura di Polyglot Perugia.

La Repubblica di ALCATRAZ… il sogno della società alternativa, dove la natura si confonde con la cultura, l’arte e la libertà.
Di Mahdi Al Nemr

Roma – 15/6 (Kuna)— Il pluri-talentuoso, Jacopo Fo, scrittore e drammaturgo, ha fondato “La Repubblica Libera di ALCATRAZ”, a distanza di 3 ore dalla capitale italiana, tra le incantevoli colline della regione Umbria, quale esempio ideale della società “alternativa” dove la natura si unisce all’uomo attraverso la dimensione culturale e la creatività artistica per fuggire dalla società consumistica.
“L’attivista intellettuale”, Jacopo, figlio del maestro della drammaturgia satirica, Dario Fo, vincitore del premio Nobel per la letteratura, racconta all’agenzia di stampa Kuwaitiana “Kuna”, che fa parte di un gruppo di giornalisti stranieri, la storia della sua scelta insolita quando, nel 1981, lasciò il suo lavoro di giornalista a Roma ritirandosi dalla routine della vita rumorosa a Roma per costruire la Repubblica di ALCATRAZ in questa zona immersa nella natura intatta.
Dice di aver iniziato la sua avventura costruendo una piccola casa rupestre, consona con l’affascinante ambiente circostante sopra una collina boschiva che dista 30 chilometri circa dalla città di Perugia, la capitale della regione Umbria, famosa per la sua natura rurale unica, insieme ai colleghi intellettuali, drammaturghi e artisti, la maggior parte di loro sono della città di Milano, che hanno abbandonato il frastuono, l’affannosità e il ritmo frenetico della vita moderna.
L’idea della “società alternativa” – sostiene il fondatore della colonia- scaturì negli anni settanta del secolo scorso, quando nacque “ALCATRAZ”, un’associazione di un gruppo di hippy che comprende intellettuali, pittori, ambientalisti svizzeri, rifugiati dalla Iugoslavia e perfino ladri pentiti oltre a 12 capi di bestiame, alla qual fu dato, per ironia, il nome di una prigione di massima sicurezza di cattiva fama costruita sull’isola americana di ALCATRAZ, nell’oceano, quale simbolo di una società libera dalle restrizioni della modernità.
Nel 1982, nella zona dove si è trasferito per risiedere stabilmente, Jacopo ha inaugurato “la Libera Università di ALCATRAZ “ che si occupa dell’organizzazione di corsi di teatro, fumetti, sport, scrittura creativa e giornalismo, in collaborazione con eminenti professionisti di questi settori. Contemporaneamente ha iniziato la costruzione del “villaggio ecologico” su una superficie forestale e boschiva di quasi 5 milioni di metri quadri.
Jacopo, che ha 58 anni, spiega di essere nato sul palco del “teatro satirico” dove ha lavorato con i genitori che hanno dedicato la loro vita al teatro della critica e della satira ispirato allo stile del “clown” nelle corti dei Re, e di aver voluto con questa sua iniziativa istituire un “paradiso per i clown” e una società che si basa sul principio della “qualità totale”; del vitto e dell’alloggio, del tenore di vita, delle relazioni tra i membri della società ALCATRAZ ed i suoi visitatori ed ospiti.
Afferma che la sua Repubblica di ALCATRAZ – una delle più di 160 repubbliche simili nel mondo- è una repubblica di uguaglianza, priva di forme di comando e si fonda su 6 principi fondamentali originali: “il rispetto del benessere fisico” ; “la violenza è inutile e addirittura ripugnante”; “un buon piatto di spaghetti è sempre migliorabile”; “anche le formiche hanno i loro diritti” e noi “non combattiamo che le piccole battaglie che si possono vincere subito, perché la vittoria facile è meglio”.
Il sesto punto, il più importante e più curioso, stabilisce che ridere “è un obbligo assoluto” in ALCATRAZ perché “rispetta la natura, consuma meno energia, è geniale, esaltante, immunostimolante e afrodisiaco. È perfino etico, contagioso e solidale, è anche bello, energizzante, affina il gusto artistico, favorisce la passione per la scena del tramonto, rinforza la volontà, distingue l’uomo dalle scimmie e ci rende simili agli dei”.
Passeggiando per ALCATRAZ, troviamo la foresta, il bosco e i loro sentieri decorati con opere d’arte e plastici dell’artista e drammaturgo mondiale Dario Fo, alcuni dei quali sono stati mescolati con colori e composizioni fantasiose che i bambini dei visitatori di ALCATRAZ hanno apportato durante i loro viaggi per divertimento nel corso degli anni, così la creatività umana e i suoi colori si confondono in tutta l’area con gli alberi, le piante e gli elementi della natura in un’armonia nuova che favorisce la allegria e la riflessione.
La vita dentro ALCATRAZ dipende dall’autosufficienza idrica ed energetica e dal riciclaggio dei rifiuti organici dove le case e le strutture sociali, sparse per la comunità, vengono rifornite di acqua depurata con metodi naturali. Anche le acque reflue vengono depurate con un complesso sistema naturale di filtri e colonie batteriche che si nutrono di sostanze inquinanti trasformandole in gas da usare per cucinare.
Il calore generato dalla decomposizione biologica e dal deperimento naturale dei residui di legno del bosco viene utilizzato nel riscaldamento delle acque e degli edifici costruiti con materiale innovativo ecocompatibile e ad alto isolamento termico, in modo da ridurre allo stesso tempo le necessità di riscaldamento e di refrigerazione.
I pannelli fotovoltaici ed il gas proveniente dai processi di decomposizione sono usati su larga scala per la produzione di energia elettrica che supera i bisogni della comunità – come afferma Jacopo Fo – e l’eccedenza viene venduta  alla rete generale.
Alla luce del suo crescente successo, Jacopo Fo considera questo nuovo modello sociale “la via d’uscita dalla profonda crisi che il sistema produttivo e sociale attuale sta vivendo”, sottolineando che “l’ecovillaggio ALCATRAZ non è una semplice casa ecocompatibile”, ma “un incantevole luogo dotato dei più sofisticati mezzi di comunicazione” e rappresenta “il proseguimento della ribellione al sistema con metodi diversi”.
ALCATRAZ accoglie i suoi ospiti e visitatori che giungono da tutto il mondo per trascorrere le loro vacanze: ci si può trattenere per poche ore per consumare uno dei buoni e sofisticati pasti preparati dallo “chef”, fino a trascorrere diverse settimane durante le quali possono frequentare i diversi corsi organizzati ed ideati dalla Libera Università ALCATRAZ in un atmosfera di piacevole relax.
È stato annunciato in questa occasione che la Repubblica di ALCATRAZ – visto che milioni nel mondo vanno a vivere in comunità ecocompatibili – sta per inaugurare una seconda fase di ampliamento dell’ecovillaggio solare con la costruzione di 30 nuove abitazioni autosufficienti che sfruttano gli incentivi della giunta regionale, consulenze e sostegno tecnico e architettonico specializzato con un costo relativamente contenuto. Inoltre, non ci sono bollette, né per l’energia né per l’acqua.
Jacopo Fo è nato a Roma nel 1955 e ha iniziato la sua attività letteraria e giornalistica nel 1975. Ha pubblicato un’enciclopedia di 22 volumi sulle idee emergenti e si occupa di teatro con la sua attività di scrittura e regia. È anche pittore e scrittore e dirige un noto blog su internet. Oltre alla notevole attività in campo ambientale, è considerato uno degli intellettuali pacifisti e non violenti di spicco.
Alla fine della visita del gruppo di giornalisti stranieri alla Repubblica di ALCATRAZ di Jacopo Fo, c’è stato un lungo dibattito sulle prospettive future, le ripercussioni della crisi economica e sulla comunicazione culturale, in cui Jacopo ha confermato il suo saldo ottimismo sostenendo che il sistema alternativo a quello attuale, che ha evidenziato i suoi difetti strutturali, deve essere un sostenibile, compatibile con l’ambiente e fondarsi sull’armonia tra i membri e i componenti  della piccola comunità e tra i popoli.

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