Ecovillaggio Solare Alcatraz

 

Dal 2 al 4 marzo 2012 ad Alcatraz incontro sull'Ecovillaggio Solare. Per informazioni chiamare Alcatraz allo 0759229938-39

A proposito del darsi o non darsi regole condominiali PDF Stampa E-mail
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Case Laghetto Ecovillaggio solare AlcatrazL’Ecovillaggio Solare amplia le opportunità. Diventare bravi a comunicare per trarne vantaggio. A proposito del darsi o non darsi regole condominiali.

Credo che si debba creare una situazione che apra alle possibilità, che sia strutturalmente rivolta verso la cooperazione, senza renderla obbligatoria.
Quindi non fisserei la necessità di assemblee, spese collettive, gestione collettiva di bambini o altri servizi.
Andrò oltre: credo che il meccanismo assembleare sia intimamente perverso perchè porta all'emergere di pessimi impulsi verso il leaderismo, la scontro di potere, la zizzania e la scissione.
Da 30 anni vivo a Alcatraz e ho sperimentato con grande piacere la spontaneità dello stabilirsi di nuovi codici.
Le persone tendono naturalmente verso la collaborazione. Regolamentare è per me un errore.
Quello che vedo funzionare è il continuo lavorio delle relazioni a due.
Il gruppo è l'insieme di queste relazioni tra due individui alla volta.
E' un percorso eccellente per prendere qualunque tipo di decisione.
Ad Alcatraz esiste un gruppo di una quindicina di persone che lavorano insieme, portano a scuola i figli, comprano la legna, lanciano progetti, organizzano feste eccetera, senza bisogno di creare spazi e tempi vincolati per la discussione e senza bisogno di fissare turni, regole od obblighi.

Ugualmente non credo si possa progettare di fare la spesa insieme a priori.
Quando le persone inizieranno a vivere in un posto dove per lavare i panni hai una lavanderia collettiva e se devi organizzare la festa di compleanno di tuo figlio c'è una sala a disposizione di tutti, dovrebbe venire spontaneo organizzare l'acquisto collettivo di pasta.
Così come potrebbe venir voglia di creare un mercato interno di scambio: biscotti contro salsa di pomodoro.
Ma regolamentare questo è un casino pazzesco ed è noioso in modo infernale. Noi, ad esempio, continuiamo a scambiare beni al nostro interno senza tenere nessuna contabilità. Semplicemente chi non risponde alla generosità con la generosità è tagliato fuori.
Anche qui tutto avviene da sé attraverso il meccanismo delle relazioni a due.
Insomma, non vorrei che chi sceglie di comprare una casa all'interno dell'ecovillaggio si debba poi sentire obbligato a una serie di scelte.
Facendo così oltretutto rischiamo di radunare una banda di noiosissimi burocrati della convivenza. O di illusi che pretendono di decidere di creare una società comunista subito, senza fare i conti con i limiti e i problemi di ognuno. Si fa presto a cadere nella comune religiosa ideologica. Una cosa terribile che provoca solo rancori e dolori.
L'Ecovillaggio solare non è una comune o una comunita'. E' un VILLAGGIO.
Con le sue forme necessarie di democrazia decisionale.
Ma una volta deciso che ci sono una lista di lavori da fare, salvo casi eccezionali, quei lavori si fanno tutti gli anni senza bisogno di nessuna assemblea.
Da questo punto di vista strettamente decisionale io poi non deciderei che ci sono tot ore di lavoro, ad esempio per la manutenzione, e che ognuno è tenuto a contribuire con tot di ore del suo lavoro.
Questo è un sistema che crea obblighi, discussioni sulla qualità del lavoro svolto per la collettività eccetera. NO BUONO!
Io agirei esattamente al contrario: ci sono dei lavori da fare, si decide di farli, si cercano dei preventivi. Poi se qualcuno all'interno dell'ecovillaggio vuole farli se ne assume la responsabilità come se fosse una ditta esterna. Questa modalità semplifica enormemente i problemi.
E chi si occupa di chiedere i preventivi e sovraintendere i lavori per conto dell'ecovillaggio? Una sorta di amministratore di condominio, pagato come un amministratore di condominio, che può essere anche un elemento esterno all'ecovillaggio.
Io credo che il meccanismo di monetizzare i lavori da fare sia un modo per togliere problemi, discussioni, polemiche.
Se il lavoro dell'amministratore dell'ecovillaggio non va bene, si cambia amministratore.
E' semplice proprio perché è un lavoro pagato a fattura.
Se invece l'amministratore di condominio è un lavoro volontario, chi lavora si sente che gli altri devono essere grati. E gli altri sono in difficoltà perché non si può chiedere troppo a chi lavora su base volontaria non retribuita.
Diventa un verminaio. Una fabbrica di recriminazioni e rancori. E si perdono ore in chiacchiere inutili.
Nella vita il tempo è la cosa più preziosa!!!
Attenzione, però all'interno dei membri dell'ecovillaggio i soldi possono non essere euro ma assegni della banca del tempo interna. Ma ci deve essere un chiaro corrispettivo tra lavoro e retribuzione.
Credo che più si semplifica il funzionamento di una collettività più le cose funzionano.
Le regole devono essere poche e veramente essenziali: non puoi svegliarmi la notte con la musica a tutto volume o perché ti tira di suonare i bonghi su un albero, non puoi buttare l'immondizia sui prati e non puoi scassarmi i santissimi in qualche altro modo.
Le regole servono per i divieti essenziali.
E devono essere pochissime se vogliamo siano condivise e rispettate.
Poi ci sono gli auspici, il sogno. Che va coltivato con la pratica, non con le assemblee.
Insomma, sono dell'idea di mirare basso, cercare di realizzare in modo solido obiettivi realmente raggiungibili.
Oggi non esiste un posto dove duecento persone possano vivere in modo ecologico, in mezzo alla natura, condividendo alcune strutture essenziali di servizio e di autoproduzione energetica, invece di possederle in modo individuale, senza aderire a una setta religiosa.
Non esiste un condominio che invece di richiedere spese costanti per il suo mantenimento e per i costi energetici produca, se ben amministrato, ricchezza.
Non esiste un posto concepito anche architettonicamente, per facilitare la collaborazione e il contatto umano.
Inoltre, vogliamo che tutto questo abbia un prezzo ragionevole e condizioni di acquisto e possibilità di collaborazione al progetto, che facilitino chi ha meno denaro.
Fermiamoci qui. Che già è un obiettivo gigantesco.
Ovviamente anche questo discorso è un auspicio non una regola. Una volta che gli abitanti dell'ecovillaggio ne avranno preso possesso potranno decidere qualsiasi cosa. Se tutti impazziscono e decidono di rendere obbligatorio l'uso della gonna per maschi e femmine e l'obbligo di vestirsi solo di verde pisello e di verde pistacchio sarà una loro decisione. Ma dovrà essere unanime. Perché chi compra non sottoscriverà nessun obbligo a sottostare a nessuna regola stabilita dalla maggioranza.
A meno che non siano regole essenziali. Ma quelle non stanno nell'atto di acquisto, stanno nelle leggi dello Stato.
Lo schiamazzo notturno è un reato. Non ho bisogno di scriverlo nel mio regolamento interno. Lo scriverò comunque perché può essere tecnicamente utile ribadire alcune regole essenziali nel regolamento condominiale. Ma non si tratta di regole particolari ma di regole naturali. Ribadire l'ovvio, non è regolamentare le scelte esistenziali. Sono due cose molto diverse.

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Il progetto dell'Ecovillaggio Solare è gestito dalla Libera Università di Alcatraz, in collaborazione con Merci Dolci s.r.l.
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