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Arrivata primavera si andava in gita in montagna. Da Padova si arrivava nell’altopiano di Asiago oppure, se volevamo esagerare, sulla Valdastico. Si partiva sempre con la famiglia della zia Maria sorella di mia madre, zio Giulio, il marito, aveva un’Appia grigio topo e siccome faceva il trasportatore la guidava come un camion, grandi manovre e velocità ridotta. Alla prima curva ci si perdeva lo zio e ricordo queste lunghissime attese ai bordi della strada, chiedendoci se era avanti o più indietro… un delirio. I cellulari sono stati una grande invenzione. Si partiva organizzatissimi: barbecue, carbonella, carne in abbondanza, pomodori in insalata, patate lesse, uova sode, salame, pane, vino, sedie pieghevoli, sdraio, plaid, tavolino, bicchieri di vetro, posate, piatti… un trasloco. Durante il tragitto vedevamo queste famiglie ferme ai bordi della strada con il portabagagli aperto a fare pic-nic sulla statale. Questa cosa mi è sempre risultata un po’ oscura: uno va via dalla città per andare in campagna e perché poi fa merenda su un tornante dove mille macchine sgasano e l’asfalto manda miasmi insopportabili? Mah… misteri della villeggiatura. Insomma, finalmente riuniti trovavamo un bel prato e approntavamo il pic-nic, dopo pranzo il canto degli uccellini era accompagnato dal russare stereo di papà e zio Giulio… ecco a cosa servivano sdraio e plaid.
Sabato scorso, dopo decine di anni, abbiamo deciso di fare un pic-nic pure noi della valle. Appuntamento ad Alcatraz per prendere la jeep, siamo in nove, poi la mia Kangoo che va dappertutto. Si parte! Prima tappa Casa del Diavolo per sigarette e spesa. Parto e mi perdo la jeep alla prima curva… la maledizione della famiglia! Era successo che Simone che guidava la jeep aveva deciso di annunciare al mondo che partivamo con un bel colpo di clacson, e questi si era incastrato e non smetteva più di suonare, non solo la valle ha saputo che si andava in gita, ma anche tutta la provincia di Perugia! Ok, fermi tutti, sistemiamo la cosa, non sarà un piccolo incidente a fermarci. Arriva Andrea, il mitico salvatore della patria già ai tempi della neve, stacca il clacson e si riparte. Obiettivo: Ecovillaggio Solare, la scusa: fare le foto ai cantieri. Una giornata di sole magnifica, facciamo tutto il giro: Casa Capuzzola, hanno già cominciato a demolire! La torre non c’è più, ma guarda che panorama, accidenti, toglie il fiato, eppure ci dovremmo essere abituati noi ai panorami ma questo è nuovo ed emozionante. Ehi! Si vede Alcatraz! Su alla Casa Solare, anche qui il cantiere è aperto, poi si arriva a Laghetto, suggestivo da morire, raccolto, verrà magnifico. I miei amici sopportano gentilmente le mie esclamazioni di giubilo: guarda qui, e immagina come verrà lì, ma che meraviglia! E ci sono pure gli asparagi selvatici! E Capuzzolina ha una vista da urlo e pensa come sarà magnifica! Nadia ha fatto proprio un grande affare a comprarla però ora approfittiamo del suo giardino e stendiamo le tovaglie. Niente barbecue o uova sode ma porchetta, salame, olive, pane fresco, e un Nero d’Avola da urlo che ha portato Valeria. Non proprio una dieta vegetariana… ma che ci volete fare.. siamo poi naturalizzati umbri. E ci starebbe pure un pensiero poetico… ma ognuno di noi se lo fa in silenzio, siamo poi timidi… Mi guardo intorno, non ho una grande immaginazione, quella ce l’ha Jacopo, ma non ci vuole troppa fantasia a immaginare come sarà quando le case saranno costruite, i giardini fatti, gli orti in produzione, e la gente ci vivrà. In una giornata come questa, a inizio primavera ci si ritroverà fuori per raccontarsi dell’inverno, per organizzare feste e lavori in campagna, avremo un bar che farà dei succhi di frutta biologici e un ristorante dove si mangeranno cibi naturali cucinati con passione. E poi… e poi ditemelo voi. Abbiamo solo opportunità.
Il 1 maggio del 1993 decidevo che la mia vita poteva cambiare, potevo decidere di vivere in un bel posto, di fare un lavoro appassionante e ancora ricordo l’emozione che ho provato nello scendere i gradini di Alcatraz quel giorno mentre pensavo: sono qui, sono a casa. Non è stata sempre una passeggiata, non lo è mai, quello è Hollywood, la vita non è solo rosa, e meno male, la realtà è molto più divertente e molto più colorata.
Dal 18 al 20 maggio ad Alcatraz organizziamo un incontro sull’Ecovillaggio, parleremo di ecotecnologie, di risparmio energetico e di costruzioni biosostenibili. Andremo a visitare l’Ecovillaggio e vedremo i cantieri, discuteremo di come vivere in questa meraviglia. Venite a trovarci? Per informazioni e prenotazioni potete telefonare allo 075/9229938-39-14 oppure scrivere a
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Se non potete in quella data siamo disponibili tutti i giorni, basta prenotare una visita ad Alcatraz.
Grazie e un abbraccio Gabriella
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